Budapest tra arte e cemento

La metropolitana di Budapest offre un vero e proprio viaggio tra arte e cemento. La linea 4, inaugurata nel 2014, è la più recente tra le linee della metropolitana e rappresenta il tentativo della città di integrare l’arte negli spazi pubblici sotterranei.

Ciò che rende la Linea 4 particolarmente interessante è l’approccio adottato: ogni stazione è stata progettata da architetti diversi, distinguendosi per un’identità visiva e varietà stilistica

La Linea 1 invece è meno recente, costruita nel 1896 per commemorare il millenario della fondazione dell’Ungheria, è la seconda più antica d’Europa. Questa linea offre un autentico tuffo nel passato. La sua rilevanza culturale e storica è stata riconosciuta a livello mondiale: nel 2002, l’UNESCO ha incluso questa linea nella sua lista dei siti del patrimonio mondiale.


1. Stazione Szent Gellért tér: la volta a botte moderna

La stazione di Szent Gellért tér è situata sulla linea 4 della metropolitana di Budapest è stata inaugurata il 28 marzo 2014.

Ciò che la rende immediatamente riconoscibile sono le sue pareti a volta a botte, che creano un effetto di profondità e movimento,  rivestite da mosaici opachi retroilluminati. Questi mosaici non solo donano luce e colore all’ambiente, ma evocano anche immagini geometriche spaziali, creando un’atmosfera quasi futuristica e al tempo stesso avvolgente. Il design di questa particolare stazione è stato curato dall’artista Tamàs Komoròczky mentre il progetto delle decorazioni è stato realizzato in collaborazione con artisti e artigiani locali.

Nonostante sia una stazione sotterranea, Szent Gellért tér sfrutta in modo intelligente la luce naturale, grazie ad aperture che lasciano filtrare la luce del giorno. Questo contribuisce a rendere lo spazio meno oppressivo e più arioso.


2. Stazione Fővám Tér: il design brutalista

La stazione di Fővám Tér a Budapest si distingue per la sua architettura moderna e brutalista. Progettata dallo studio sporaarchitects, ha vinto il premio “Building of the Year – Public Architecture” nel 2015 su ArchDaily. 

La stazione è celebre per le sue travi in cemento armato a vista, che creano un effetto scenografico. La struttura è di tipo “cut-and-cover” e presenta tre livelli di travi in calcestruzzo a vista disposte a griglia, che evocano l’immagine di uno “scheletro architettonico”. Queste travi sono fondamentali perché consentono ampi spazi aperti e riducono la necessità di colonne, contribuendo a creare ambienti visivamente spaziosi e luminosi. Uno degli aspetti più distintivi di Fővám Tér è l’uso sapiente della luce. La luce naturale filtra in modo studiato da aperture superiori, contribuendo all’effetto scenografico.

Dettagli Materici e Connessioni Artistiche 

Oltre al cemento grezzo la stazione è caratterizzata da altri materiali che aggiungono profondità e contrasto:

  • Pannelli in acciaio corten agli ingressi, che introducono un contrasto caldo e materico.
  • Alcune pareti o tunnel presentano piastrelle ceramiche stampate, un tocco artistico che richiama le famose ceramiche Zsolnay del vicino Gellért Hotel in stile liberty, integrando così l’ambiente in un contesto culturale più ampio.

3. Stazione Deák Ferenc tér: Design Retro-Futuristico

Nella stazione di Deák Ferenc tér si incontrano le linee M1, M2 e M3, e di conseguenza si intrecciano vari stili di epoche diverse. Il nuovo progetto architettonico, realizzato da Paragram e FŐMTERV, ha ripensato lo spazio come una rete. In questa rete ci sono “nodi statici”, come l’atrio, la hall e le zone d’attesa, con forme semplici e materiali eleganti, e “nodi dinamici”, cioè i passaggi pedonali e le scale, con forme più vivaci e rivestimenti colorati che aiutano a orientarsi.

L’atrio  presenta un controsoffitti in lamiera di alluminio espanso e apparecchi di illuminazione che sembrano “fluttuare”. Le scale mobili, di un vivace blu cielo, conducono al livello di interscambio, dove le pareti sono illuminate da un grigio caldo, le colonne sono rivestite da mosaici bianchi e il condotto per i cavi spicca con un colore turchese.

Nonostante gli interventi moderni un tocco di continuità con il passato è dato dal restauro e dall’integrazione delle storiche piastrelle a lettere, create nel 1996 dall’artista portoghese João Rodrigues Vieira. La combinazione cromatica di tonalità gialle all’ingresso, blu e turchese su pareti e scale, insieme a colonne bianche e texture grigie, crea un’atmosfera che evoca i “slide park” degli anni ’70-’80, reinterpretati in chiave moderna, conferendo alla stazione un’atmosfera “retrò contemporanea”.


4. Stazione Semmelweis Klinikák: Brutalismo Vegetale 

La stazione Semmelweis Klinikák, della metropolitana di Budapest, originariamente aperta nel 1976, è stata chiusa nel 2020 per essere sottoposta a restyling, e ha riaperto nel 2022 con il nuovo nome, in occasione del 250° anniversario dell’università.

Il progetto è stato realizzato sempre da Paragram e anche in questo caso ha saputo rispettare l’identità brutalista precedente, caratterizzato da pura argilla e cemento grezzo. Allo stesso tempo, sono stati introdotti elementi grafici vegetali ispirati al vicino giardino botanico (Füvészkert) e un colore giallo ripreso dal design originale degli anni ’70.

I materiali usati sono cemento grezzo a vista, pannelli di cemento giallo e alluminio con finitura opaca e liscia. Le nuove panche e la segnaletica includono simboli dalle forme morbide, pensati per rendere l’ambiente, molto tecnico e freddo, più accogliente e rilassante.


5. Stazione Kálvin tér: la stratigrafia di Budapest 

La stazione Kálvin tér della metropolitana di Budapest è situata in una zona centrale e storica della città, vicino al Museo Nazionale Ungherese e l’Università Eötvös Loránd.

Nella stazione Kálvin tér vengono utilizzati cemento grezzo a vista, acciaio, vetro e superfici metalliche, mentre le pareti sono animate da texture e segni grafici che suggeriscono una narrazione. La stazione presenta volumi ampi, giochi di livelli e lunghe scale mobili, elementi che contribuiscono a creare una sensazione di profondità e movimento. L’illuminazione genera contrasti marcati, mettendo in risalto l’architettura e le opere presenti.

Le Installazioni Artistiche Integrate

Le opere presenti a Kálvin tér non sono semplici decorazioni, ma sono parte integrante della struttura architettonica. Lungo i corridoi e le banchine si possono osservare fasce colorate che attraversano le superfici in cemento. Queste linee non sono casuali; rappresentano una sorta di “mappa del tempo”, simboleggiando la storia stratificazione di Budapest.


6. Stazione Móricz Zsigmond körtér: tra luce e strisce colorate 

La stazione Móricz Zsigmond körtér, della metropolitana di Budapest, è stata inaugurata nel 2014 come parte del progetto della Linea 4. All’interno la stazione è ampia e ariosa, progettata con l’intento di valorizzare la luce naturale. Un elemento distintivo è un lucernario a cupola, situato al centro della piazza sovrastante, che permette alla luce solare di arrivare fino ai livelli più profondi della stazione.

Come in altre stazioni della linea M4, i materiali principali includono cemento grezzo, vetro e metallo, impiegati in modo scenografico.

Le Pareti a Righe Diagonali 

Le pareti della stazione sono decorate con strisce colorate disposte in orizzontale. I colori vivaci – come rosso, blu, arancione e verde – servono a rendere lo spazio più dinamico e facile da riconoscere. Le linee possono anche essere viste come un simbolo del movimento e delle tante connessioni che attraversano la città.

La luce naturale che proviene dalla cupola è considerata parte dell’installazione artistica. Sembra che sia stata pensata per trasformare i colori e le superfici durante il giorno, cercando così di creare un ambiente in continua trasformazione


Fonti

https://budapestlegenda.hu/buildings/30/m4-moricz-zsigmond-koerter?

https://www.archdaily.com/559104/budapest-underground-line-m4-kalvin-ter-station-palatium-studio

https://www.repubblica.it/esteri/2014/11/10/foto/quando_la_metropolitana_arte_le_15_stazioni_pi_belle_del_mondo-100216255/1

https://www.viaggibudapest.it/metro-budapest