Arts & Design sotto New York 

La metropolitana di New York è un vero e proprio museo “underground”, che ospita centinaia di installazioni artistiche.

Questa iniziativa si deve al programma “Arts for Transit”, che ha trasformato ogni stazione della metropolitana di New York in uno spazio con decorazioni a tema. Negli anni ’80, la metropolitana era nota per sporcizia e caos. Per contrastare questo fenomeno la MTA (Metropolitan Transport Authority) lanciò il suo programma MTA Arts & Design. L’obiettivo era coinvolgere artisti per creare opere che riflettessero la diversità culturale e la storia della città.


1. Stazione 14th Street/8th Avenue: Life Underground

Nella stazione 14th Street/8th Avenue si trova uno dei progetti significativi del programma di rinnovamento artistico della metropolitana di New York. L’installazione permanente intitolata “Life Underground” è stata realizzata nel 2002 dallo scultore americano Tom Otterness.

La stazione è popolata da minuscoli personaggi in bronzo dalla figura un po’ arrotondata e simpatica che creano un susseguirsi di scene e raccontano una storia.

Questi omini raffigurano i vari personaggi che ogni giorno popolano la metro della Grande Mela: ci sono pendolari, uomini d’affari, dipendenti della MTA, un capotreno, gli operai addetti alle manutenzioni della metro, ecc., che vengono rappresentati in situazioni quotidiane, buffe o tragicomiche. 

L’artista, con la sua opera, vuole raccontare gli effetti del capitalismo sulle persone e la società in cui queste persone vivono. Non a caso, alcune statuette hanno addirittura un fagotto di soldi al posto della testa.

Tra le tante figure, spicca l’opera più grande che rappresenta un alligatore che esce dalle fogne di New York e addenta un omino in giacca e cravatta con la testa a forma di bottino.


2. Stazione Times Square: l’altro lato del cuore di New York

La stazione di Times Square ospita opere di ben tre artisti principali: Jane Dickinson, Roy Lichtenstein e Jack Beal. 

L’Illusione Ottica di Lisa Dinhofer: le biglie 

Le biglie di Lisa Dinhofer, un’artista newyorkese, è un’opera che gioca con la percezione. Un murales che raffigura una marea di biglie colorate che invadono una scacchiera, facendo cadere alcuni pedoni; l’opera crea un effetto ottico che diverte e incuriosisce.

I Mosaici di Jack Beal: Storia e Mitologia Newyorchese

Salendo al piano superiore della stazione si trovano due mosaici realizzati dalla famiglia veneta Travisanutto sulla base dei disegni dell’artista newyorchese Jack Beal. Queste opere, intitolate “The Return of Spring” e “The Onset of Winter”, raccontano la storia del personaggio mitologico di Persefone che esce dalla metro, che simboleggia il buio, con l’arrivo della primavera e vi ritorna all’arrivo dell’inverno. Rappresentano anche scene di vita newyorchese, con immagini di lavoratori, donne, artisti. 

Roy Lichtenstein: La Pop Art Sottoterra

Infine arrivando presso i binari della metro S, una parte del soffitto è decorata con un’opera di uno dei padri della pop art, Roy Lichtenstein. Il suo murales, intitolato “Times Square Murales”, è audace e colorato, catturando l’energia di Times Square, con le sue luci brillanti e il ritmo veloce. Nel murales si nota il numero 42, che è il nome della fermata della piazza, e accanto un vagone giallo della metro con due ali.


3. Stazione Broadway-Lafayette/Bleecker St: un alveare luminoso

Nella stazione Broadway-Lafayette/Bleecker St. della metropolitana di New York,  è presente un’installazione artistica che trasforma il soffitto in un vivace alveare luminoso. Si tratta di “Hive”, un’opera realizzata dall’artista Leo Villareal e installata nel 2012.

L’installazione è composta da LED luminosi e colorati che danno vita a intricate forme esagonali, ricreando perfettamente la struttura di un nido d’ape. L’artista, Leo Villareal, ha voluto rappresentare i ritmi frenetici della vita “underground” della metropolitana di New York, paragonandola in modo evocativo a quella delle api. 

La scelta della tecnologia LED non è casuale: serve a enfatizzare l’aspetto moderno e all’avanguardia della città di New York.


4. Stazione 23rd Street:  Cappelli Volanti nella Metropolitana di New York

La Stazione di 23rd Street in Breve è situata nel cuore di Manhattan; inaugurata il 5 gennaio 1918 come parte di un’importante estensione della linea, la stazione ha visto diverse fasi di restauro. 

Ciò che rende la stazione di 23rd Street originale è l’opera di Keith Godard, intitolata “Memories of 23rd Street”. Lungo le pareti si possono trovare una serie di cappelli che sembrano fluttuare nell’aria. Questa installazione non è una semplice decorazione, ma un omaggio profondo alla storia del quartiere e, in particolare, a un celebre aneddoto legato al Flatiron Building.

Si racconta che quando il Flatiron Building fu costruito, la sua altezza e la sua forma particolare generassero forti raffiche di vento all’incrocio tra la Fifth Avenue e Broadway. Queste raffiche erano così potenti da far volare i cappelli degli uomini e sollevare i vestiti delle donne. Ed è proprio questo fenomeno ventoso, insieme ai cappelli volanti, a essere il protagonista dell’opera di Godard.

Un altro significato che acquisiscono i cappelli  di Godard è che rappresentano la ricca storia della zona tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento, un periodo in cui la 23esima strada era un vivace quartiere di intrattenimento e cultura


5. Stazione di Prince Street: l’anima di New York in Silhouettes 

Nella stazione della metropolitana di Prince Street a New York, è presente un’installazione artistica che corre lungo le pareti delle banchine. “Carrying On”, un mosaico collaborativo realizzato da Janet Zweig con Edward Del Rosario e installato nel 2004

Il significato dell’opera è celebrare i cittadini di New York e la loro spiccata individualità. L’installazione raffigura 194 persone in silhouette, tratte da oltre 2000 fotografie di “veri” Newyorkesi scattate per strada. 

Per realizzarlo, alcune delle piastrelle bianche esistenti della metropolitana sono state rimosse e sostituite con nuove piastrelle identiche. I corrispondenti pezzi di acciaio inossidabile, marmo e ardesia sono stati poi inseriti in questi spazi come pezzi di un puzzle, dando l’impressione che le figure siano incastonate direttamente nei muri.

“Carrying On”: Un Triplice Gioco di Parole e Resilienza

Il titolo dell’opera, “Carrying On”, è un triplo gioco di parole:

  1. “To carry on” come “portare avanti”: la gente per le strade di New York quasi sempre porta con sé qualcosa, a volte qualcosa di enorme e stravagante.
  2. “To carry on” come “andare avanti”: il fregio è stato iniziato poco prima dell’11 settembre 2001 e terminato tre anni dopo. Dopo la tragedia, i Newyorkesi hanno sentito profondamente il bisogno di “continuare a vivere” e di andare avanti.

“To carry on” come “fare chiasso” o “insistere”: i Newyorkesi sono notoriamente pieni di opinioni e vivaci, e sono famosi per “andare avanti” (nel senso di persistere o anche di essere rumorosi e decisi nelle loro espressioni).


6. Stazione 81st Street-Museum of Natural History: Dove la Natura Incontra l’Arte

Nella fermata 81st Street-Museum of Natural History si trova  l’opera intitolata “For Want of a Nail”, che si ispira direttamente all’attrazione sovrastante: l’American Museum of Natural History. Quest’opera comprende una serie di murales che raffigurano la vita animale, sia di oggi che del passato, sulla terraferma e negli abissi

Ciò che rende “For Want of a Nail” interessante è l’uso di una varietà di materiali scelti per richiamare la diversità dei manufatti esposti nel museo. Il team di artisti ha combinato mosaici di vetro, piastrelle di vetro, piastrelle di ceramica, granito e bronzo in rilievo. Questa combinazione serve a evidenziare le 10 discipline chiave del Museo.Un dettaglio particolare dell’opera è la rappresentazione degli animali: quelli estinti sono raffigurati in grigio, mentre quelli viventi sono a colori, creando un forte contrasto visivo e concettuale. Il titolo, “For Want of a Nail”, tratto da un antico proverbio, invita gli spettatori a riflettere su come ogni cosa sia interconnessa.

Fonti

https://www.marcotogni.it/arte-metro-ny

https://www.consiglinviaggio.it/2015/04/13/new-york-ed-i-mosaici-della-metropolitana

https://www.artribune.com/arti-visive/street-urban-art/2017/01/metropolitana-chuck-close-vik-muniz-new-york

https://www.stradafacendovedremo.it/new-york-metro-14th-street-8th-ave

https://www.mta.info/agency/arts-design/collection/memories-of-twenty-third-street